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Un anno di Caligiore: il punto sull’ambiente

Dopo il nostro articolo in cui abbiamo tracciato un bilancio generale del primo anno di amministrazione Caligiore, entriamo ora nel dettaglio di quanto è stato fatto dalla stessa Giunta sulle tematiche di carattere ambientale.

Anche qui purtroppo scarseggiano i risultati, ma non solo i risultati, perché come espresso già nell’altro articolo, quello che ci si aspetta dopo un anno di governo non è la soluzione definitiva ai problemi, ma quanto meno un lavoro preparatorio che faccia da preludio ai risultati dei 2-3 anni successivi.

Valle del Sacco

Argomento delicatissimo e che non riguarda soltanto il comune di Ceccano, bensì decine tra amministrazioni ed enti, quello della Valle del Sacco è un problema che ci portiamo dietro da più di un decennio, ossia dai famosi episodi delle mucche avvelenate nei pressi di Colleferro.

È chiaro che sulla Valle del Sacco manchi una regia che serva ad accelerare tutto il procedimento di bonifica, ancora arenato alla fase di perimetrazione, proprio per questo speravamo in un impulso da parte dei sindaci eletti nella tornata elettorale del 2015, incluso Roberto Caligiore, ma così non è stato.

Mentre a livello comunale prevale sempre l’argomento del “meno peggio” rispetto alle passate amministrazioni, a livello provinciale e regionale invece prevale lo scaricabarile dando sempre la colpa ad altri enti o alla mancanza di risorse da allocare, quando sarebbe invece opportuno partecipare agli incontri di coordinamento con gli altri sindaci.
Ma lo sa il nostro Sindaco cosa prevede il piano di bonifica della Valle del Sacco? Se anche avesse delle risorse, su quali attività le allocherebbe?

Polveri sottili

Lo scorso inverno è emersa la totale incapacità dell’amministrazione Caligiore di affrontare seriamente il problema della qualità dell’aria nel nostro territorio, che risulta ormai tra i più inquinati d’Italia.

Mentre il M5S di Ceccano conduceva a proprie spese un’indagine approfondita sul fenomeno polveri sottili (il report verrà pubblicato nelle prossime settimane), Caligiore dava la colpa, tanto per cambiare, a un contesto provinciale.
Come si può puntare il dito contro una o più cause se non si è studiato il problema e non se ne conoscono le variabili?

Affrontare e limitare gradualmente nel tempo il problema della qualità dell’aria richiede interventi strutturati sulle politiche energetiche domestiche, sulla viabilità, sulla mobilità e su altri temi che invece questa amministrazione non ha toccato minimamente.

Esiste perfino un piano di risanamento della qualità dell’aria redatto dalla Regione Lazio che indica le azioni che possono svolgere i comuni, beh tra queste il sindaco Caligiore si è limitato al blocco del traffico, attivato peraltro quando il clou dell’emergenza era passato.

Rifiuti

Per quanto riguarda i rifiuti dobbiamo utilizzare due diversi punti di vista, uno strettamente ambientale, l’altro economico.
Il punto di vista ambientale presuppone una strategia da perseguire in base alla quale poi impostare il modello di gestione dei rifiuti più adatto allo scopo. Questa visione non è ancora emersa dalle dichiarazioni di Caligiore, né da quelle della sua maggioranza.
Noi come M5S abbiamo più volte proposto il modello Rifiuti Zero e una conseguente gestione municipalizzata che riprenda l’esperienza del comune di Capannori.

Da un punto di vista economico abbiamo già fatto notare più volte tutte le incongruenze dell’attuale contratto col gestore privato e abbiamo proposto un’alternativa che permetterebbe un importante risparmio.
Inoltre va notato che la mancanza di incentivi ai cittadini e di penali nei confronti del gestore ha portato a un calo costante della raccolta differenziata passata dal 63% del 2012 (primo anno di raccolta porta a porta a regime) al 62% del 2013, al 60% del 2014 fino al 58% del 2015, anno di insediamento di Caligiore.

Ad oggi non esiste una posizione pubblica su come si intenda impostare il futuro della raccolta differenziata a Ceccano, dato che c’è un contratto in scadenza, né quali obiettivi in generale si vogliano perseguire.

Conclusioni

In definitiva Caligiore nel suo primo anno di amministrazione non si è rivelato pronto ed efficace nei confronti delle tematiche ambientali, dando al contrario l’impressione di scambiare spesso la tutela dell’ambiente con la manutenzione ordinaria delle cunette.
Non si è dimostrato pronto nemmeno quando a seguito di comunicazioni dell’ARPA si doveva interdire subito l’utilizzo dei pozzi nelle aree adiacenti la Viscolube, ordinanza che è arrivata con un mese di ritardo.
Su tanti altri aspetti come inquinamento dell’aria e del fiume Sacco invece è risultato non pervenuto dando l’impressione di essersene completamente disinteressato.
Resteremo in attesa dei suoi nuovi proclami per il prossimo autunno, quando il livello delle polveri sottili comincerà a risalire vertiginosamente.

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