trasporto pubblico

Trasporto pubblico a Ceccano: dalle grandi promesse alle solite facce

Era appena il mese di ottobre 2015 e i quotidiani locali annunciavano in pompa magna il progetto di gestione associata del servizio di Trasporto Pubblico Locale (TPL). Il sindaco Roberto Caligiore, utilizzando le possibilità offerte da alcune normative regionali (la n. 30 del 1998 e la n. 16 del 2003), si faceva promotore dell’iniziativa che avrebbe dovuto coinvolgere i Comuni limitrofi di Amaseno, Arnara, Castro dei Volsci, Giuliano di Roma, Pastena, Patrica, Pofi, Ripi, Vallecorsa e Villa Santo Stefano nella creazione di una rete unica di trasporto a servizio dei Comuni della Valle del Sacco e dell’Amaseno e che avrebbe portato un significativo risparmio per le casse comunali nonché servizi più efficienti per un bacino di utenti pari a circa 40.000 abitanti.

Una gran bella idea, insomma! In un periodo di criticità ambientale come quello che stiamo attraversando (nonostante la pioggia, nelle prime due settimane del 2016 i valori delle PM10 a Ceccano hanno continuato a sforare il limite di guardia), sarebbe in effetti fondamentale riuscire a ridurre l’utilizzo delle automobili e ciò può avvenire solo potendo contare su un TPL efficiente e funzionale agli spostamenti sia urbani che extraurbani dei cittadini.

Ma mentre si spacciano promesse riciclate dalle precedenti amministrazioni come progetti risolutivi nuovi di zecca, i fatti raccontano tutta un’altra storia!
È del 31 dicembre 2015, infatti, la determina (pubblicata sull’Albo Pretorio del Comune con atto n°349) a firma del dirigente Filippo Sodani che proroga l’affidamento del Trasporto Pubblico Locale alla ditta Setur fino al 31/12/2016 per un corrispettivo pari a circa 500.000€. Il fatto che desta più curiosità è che questa procedura, ossia la proroga anno dopo anno dell’affidamento alla stessa ditta, avviene regolarmente dal 2002 e in questo modo, di fatto, si impedisce ogni volta che l’affidamento del TPL si definisca attraverso una gara pubblica.

Perché non interessa migliorare il trasporto pubblico a Ceccano?

Dato che il Trasporto Pubblico a Ceccano è in pratica inesistente – basti considerare che gli autisti in servizio vidimano una media di 5 (cinque!) biglietti al giorno – e che ogni anno gli studenti degli istituti superiori denunciano gravi disagi relativi proprio alle corse inadeguate dei pullman; accertata la necessità di avere a disposizione una propria automobile se si vuole raggiungere il centro partendo dalla periferia, a che scopo rinnovare ogni anno la fiducia ad una ditta che sistematicamente la disattende? Il fatto che il corrispettivo proviene da fondi della Regione Lazio è del tutto ininfluente: si tratta comunque di soldi spesi che potrebbero essere meglio investiti, no?

Inoltre, fino al 29 febbraio 2016, anche il servizio di scuolabus è stato affidato integralmente alla Setur che, per garantire le nove linee di pulmini ha assunto sette nuovi autisti. Siamo certi che le nuove assunzioni non abbiano nulla a che vedere con la proroga dell’affidamento del TPL e scolastico, ma non sarebbe opportuno far svolgere dopo quattordici anni di monopolio una regolare gara di affidamento del TPL a Ceccano?

Oltre ad impegnarsi concretamente in una nuova concezione e progettazione per una mobilità cittadina ecocompatibile e sostenibile, la concorrenza leale e trasparente porterebbe solo vantaggi per gli utenti finali, perché la ditta affidataria saprebbe di lavorare per merito e in base al rapporto fra costi e servizi offerti. Come si può sostenere che le scelta della proroga è dettata dalla volontà di risparmiare (e far risparmiare le famiglie dei bambini fruitori dello scuolabus), se non si conoscono le offerte dei concorrenti?

Condividi

One thought to “Trasporto pubblico a Ceccano: dalle grandi promesse alle solite facce”

  1. Pingback: Cıvata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *