Raccolta Differenziata: le promesse non mantenute da Caligiore

Nella brochure contenente la sintesi del programma del Sindaco Roberto Caligiore, ampiamente diffusa durante la campagna elettorale, sotto al titolo “Raccolta differenziata senza partiti” era possibile leggere: “Riduzione dei costi dell’appalto con conseguente riduzione della tariffa ed incentivi per premiare i cittadini”.

Peccato che nella Determina n.172 del V Settore, dello scorso 7 luglio, è previsto un impegno di spesa di € 1.488.700,00 per garantire la copertura finanziaria, da Luglio fino a Dicembre 2016, dei seguenti contratti:
1. con la ditta Gea Srl dell’Aquila, per il servizio di raccolta differenziata porta a porta (€ 1.103.200,00);
2. con la società SAF Spa di Colfelice, per il conferimento e lo smaltimento dei rifiuti raccolti “Indifferenziati” ed “Umido” (€ 300.000,00);
3. con la Società Cooperativa Edil Pali di Ceccano, per il servizio di spazzamento stradale (€ 85.500,00).
Come mai il Sindaco non è stato in grado, dopo oltre un anno dall’insediamento, di predisporre un nuovo bando per l’affidamento del servizio in scadenza e mantenere la promessa di “ridurre i costi dell’appalto”?

Sono tante, troppe, le domande alle quali l’Amministrazione Caligiore continua a negare le risposte.

La stessa Amministrazione che ha deciso di snobbare completamente la nostra proposta di applicazione della strategia Rifiuti Zero anche a Ceccano, dove la Raccolta Differenziata costa ogni anno quasi 3 milioni di euro, circa 125 euro/anno per abitante. A Capannori (LU) e a Mola di Bari (BA), Comuni che hanno scelto di adottarla, il costo per abitante non supera i 37 euro/anno.
Come è stato possibile? Facciamo un esempio: In provincia di Lucca esiste una società di gestione dei rifiuti completamente pubblica, la ASCIT Spa, le cui quote sono detenute da 6 Comuni tra cui Capannori. La società gestisce il servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti con mezzi elettrici, ha assunto molti dipendenti e raggiunge, nei Comuni che serve, quote di raccolta differenziata che variano dal 70 all’80%. Nel 2014 Ascit Spa ha chiuso il bilancio con un utile pari a 286.268 €.
Questa è la dimostrazione che non occorre affidarsi ai privati per essere efficienti e offrire un servizio a basso costo (5 volte più basso del nostro), ma servono invece amministratori lungimiranti e competenti. Perché il Sindaco ha deciso di ignorare questa realtà scegliendo di far pagare ai cittadini cifre da capogiro a solo beneficio di aziende private?
Da noi i rifiuti differenziati vengono raccolti presso l’Ecocentro di Via Anime Sante e per il suo utilizzo è previsto il pagamento da parte del gestore di un canone pari a 1.500 euro/mese che risulta ad oggi mai pagato. Perché il gestore non ha mai pagato l’affitto e il Comune continua a tacere?
La stessa Gea Srl in altri Comuni opera secondo una clausola che prevede penali se la RD si attesta annualmente al di sotto del 65% e a Ceccano siamo sotto questa quota da almeno 2 anni. Perché il contratto col gestore dei rifiuti non prevede nessuna penale se non si raggiungono obiettivi minimi di raccolta differenziata?
Nei Comuni con amministrazioni all’avanguardia, la tariffazione della frazione indifferenziata dei rifiuti è puntuale, ossia più ne produci e più paghi, più differenzi e meno paghi. È grazie a questi sistemi di incentivazione che si riescono a raggiungere quote importanti di raccolta differenziata e a ridurre il peso della TARI per i cittadini. In mancanza di tale approccio avviene quello a cui assistiamo da anni a Ceccano: un graduale calo di anno in anno della percentuale di rifiuti differenziati perché i cittadini non sono incentivati a impegnarsi di più, dato che alla fine la TARI è sempre più salata. Il nostro Sindaco saprà sicuramente che ogni anno, grazie ai rifiuti differenziati con cura dai cittadini ceccanesi, il gestore privato incassa una cifra intorno ai 200.000 euro. Perché il Comune di Ceccano non vede un solo euro di questi soldi?
Un obiettivo mai raggiunto dal Comune è l’incremento massiccio della quota di compostaggio domestico. Da capitolato d’appalto è previsto uno sconto del 10% sulla TARI per i cittadini che, invece di conferire l’umido al gestore, lo smaltiscono attraverso le compostiere domestiche. Ma a tale opzione non è mai stato dato un reale impulso e, di conseguenza, i rifiuti organici oggi finiscono direttamente in discarica e sul peso di questa frazione il Comune paga una bolletta molto esosa. Inoltre il costo di smaltimento dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica a Colfelice è impostato, da contratto col gestore, su un quantitativo fisso di 10.000 tonnellate all’anno. Oggi il quantitativo di rifiuti conferito si è ridotto a circa 6.700 tonnellate, ma noi continuiamo a pagare come se producessimo il 33% in più di rifiuti. Perché continuiamo a pagare di più per rifiuti che non produciamo?
Nei Comuni virtuosi, tra i quali sfortunatamente non rientriamo, i rifiuti differenziati recano un importante beneficio economico alle casse comunali. Perché il Sindaco non pensa di trasformare i rifiuti da un problema a una risorsa?
Siamo certi, purtroppo, che l’Amministrazione Caligiore non darà mai risposta a questi ed altri interrogativi, continuando a mantenere un atteggiamento votato alla più completa indifferenza. Ma non è solo a noi che deve risposte, le deve a tutti i cittadini di Ceccano che continuano a chiedersi perché mai qui il possibile fatichi sempre di più a diventare realizzabile.

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