efficientamento energetico

L’efficientamento energetico degli edifici pubblici: tra investimenti intelligenti e buon senso

[Per approfondimento rimandiamo alla nostra proposta sull’illuminazione pubblica che permetterebbe di risparmiare circa 500 mila euro all’anno (QUI)]

Sfruttare l’energia in modo razionale, con la logica di eliminare sprechi e perdite dovute a gestioni improduttive delle risorse è un concetto molto semplice da comprendere, eppure stenta a diventare una prassi consolidata, soprattutto nella Pubblica amministrazione.

Infatti, anche nel Comune di Ceccano, trascorrono i mesi ma l’amministrazione Caligiore non ha ancora tentato di risolvere il problema dell’efficientamento energetico: non ha cioè ancora delineato un piano in grado di trasformare energeticamente la città, a partire dagli edifici pubblici comunali; cosa che permetterebbe ai cittadini di Ceccano di risparmiare notevolmente sulle tasse.

Negli edifici comunali i consumi energetici derivano maggiormente dal riscaldamento, poi da illuminazione e videoterminali.

Molte di queste strutture – come Palazzo Antonelli, gli uffici in Via G. Stirpe e numerosi edifici scolastici – sono molto antiche o realizzate nel dopoguerra, altre invece sono più recenti, edificate negli anni’ 80, ma tutte lontane dall’essere efficienti dal punto di vista energetico.

Si pone la necessità dunque di valutare inizialmente interventi di tipo strutturale: operando su tetti, pareti e solai per ridurre le dispersioni di calore; su finestre, porte e cassonetti per limitare fughe di aria calda e infiltrazioni di aria fredda. Tra tutte le superfici esterne di un edificio spesso è il tetto l’elemento che disperde più calore durante la stagione invernale e provoca surriscaldamento nei mesi estivi a causa del basso livello di isolamento.

L’isolamento delle pareti può essere effettuato dall’interno, dall’esterno o nell’intercapedine. Tutti e tre i sistemi presentano dei vantaggi. La scelta del tipo di intervento dipende dallo stato di degrado dell’edificio e dalla somma di denaro disponibile per la sua realizzazione.

È buona norma controllare periodicamente lo stato delle guarnizioni poste sulle battute delle ante e sostituirle, se necessario. Le infiltrazioni e le fughe d’aria causate da mancanza di tenuta provocano infatti dispersioni di calore. Naturalmente, ci sono molti modelli di serramenti che non hanno le guarnizioni, e alcune finestre sono talmente rovinate che non riescono a chiudersi, pertanto è opportuno provvedere alla loro sistemazione. Inoltre, piccole infiltrazioni d’aria dal telaio possono essere eliminate usando il silicone.

Per quanto riguarda le finestre con singolo vetro, è bene sostituirlo con un doppio vetro e installare pellicole solari riflettenti sulle superfici dei vetri delle finestre, poiché queste proteggono dalla radiazione ultravioletta, trattengono le schegge in caso di frantumazione del vetro, tutelano la privacy durante le ore diurne e consentono di ridurre l’impiego dell’aria condizionata in estate: tutti accorgimenti che si tradurrebbero in un consistente risparmio energetico ed economico in tutte le stagioni.

Spesso il cassonetto non è isolato e pertanto è uno dei punti di notevole dispersione di calore, quindi bisognerebbe applicare un pannello isolante laddove ci sia lo spazio sufficiente.

L’impianto di riscaldamento, invece, deve essere più efficiente attraverso una corretta manutenzione e con l’installazione di nuove macchine a pompe di calore ad alto rendimento energetico.

Infine, è opportuno convertire le lampade tradizionali con altre a risparmio energetico tipo LED.

Abbiamo parlato di consumi energetici derivanti da riscaldamento/raffrescamento ma spesso, affinché si verifichi uno spreco di energia è sufficiente una piccola disattenzione da parte del personale, come per esempio, lasciare finestre e porte aperte mentre i riscaldamenti sono accesi. Questo permette alle macchine CDZ, o caldaie, di produrre calore inutilmente, disperdendolo nell’aria. Per ovviare a cioè, vanno installati dei contatti magnetici su porte e finestre che, in caso di apertura delle stesse, ostacolano l’accensione delle macchine CDZ; sarebbe necessario inoltre utilizzare sistemi di regolazione della temperatura e di contabilizzazione del calore.

Per quanto riguarda l’illuminazione invece, sarebbe necessario installare immediatamente sensori di rilevamento infrarossi nei corridoi e per tutto l’impianto luce, e un timer di spegnimento totale. Spesso, infatti, alcuni operatori negligenti lasciano le luci accese anche di notte. Per quanto concerne i videoterminali è d’ obbligo sostituire, qualora ci siano computer fissi, gli schermi a tubo catodico con altri di tipo LCD, operazione che permetterebbe di passare da 200 W circa a 125 W. Anche l’utilizzo di pc portatili sarebbe funzionale perché il consumo cadauno si ridurrebbe fino a 30 W. Un altro ambito di intervento potrebbe essere quello sulle reti gestite da server, che possono arrivare a consumare fino a 200 W (senza monitor); ai quali vanno aggiunti 25 W di UPS ed un eventuale extra-consumo legato all’incremento dell’energia richiesta per il condizionamento dell’aria, se si considera l’utilizzo continuo. Si raggiunge una cifra di un ordine di grandezza superiore rispetto ai consumi di un computer normale, quindi è importante selezionare i server più efficienti dal punto di vista energetico ed attivare tutte le funzioni relative alla gestione dell’energia.

Questi traguardi richiedono un grande impegno collettivo, ma i vantaggi economici, sociali e ambientali che ne deriverebbero, sarebbero davvero consistenti per l’intera comunità.

[Autore: Simone Staccone]

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *