Buon non compleanno: un anno di giunta Caligiore

Buon non compleanno: un anno di giunta Caligiore.

Un anno è appena trascorso dall’insediamento del sindaco Roberto Caligiore e della sua giunta a Palazzo Antonelli. In quanto forza politica di opposizione, pur stando fuori dal Consiglio Comunale, ci sentiamo in dovere di fare una prima valutazione di come è stato questo anno di amministrazione di una giunta di centrodestra, dopo un dominio decennale incontrastato da parte del centrosinistra.

Un anno è un lasso di tempo breve per emettere un giudizio definitivo sull’operato di un sindaco, è tuttavia sufficientemente lungo per farsi un’idea di quale potenziale abbia davvero questa amministrazione comunale. Un anno rappresenta comunque il 20% di un mandato e di conseguenza è lecito aspettarsi la realizzazione del 20% dei punti del programma elettorale.
È andata davvero così? Più che di muoversi verso il raggiungimento degli obiettivi del programma, la nuova amministrazione ha mostrato, infatti, soltanto debolezze. La prima e più importante coincide con la totale assenza di programmazione strategica, vale a dire l’incapacità manifesta di impostare un lavoro di lungo periodo su quegli aspetti che a fine mandato potrebbero produrre un cambiamento reale sulle sorti della città.
Parliamo di urbanistica (canoni di concessione, centro storico, palazzetto dello sport, area ex Annunziata); di gestione dei rifiuti; di sviluppo economico; di inquinamento; di trasporti e di servizi sociali. È su queste “grandi questioni” che l’amministrazione latita, se non per qualche bel proclama, che tale è rimasto ancora dopo un anno.
Non ci aspettavamo certo la soluzione di tutti i problemi sopra elencati, ma ci duole constatare che non sono stati nemmeno avviati percorsi che ci potrebbero portare a un obiettivo concreto nel giro di 2-3 anni, né abbiamo riscontrato un atteggiamento positivo verso le proposte che abbiamo presentato, proposte realizzabili e di beneficio per i cittadini, che sono state del tutto snobbate: dalla gestione municipalizzata dei rifiuti, a quella del servizio idrico.
Perfino su quest’ultima il sindaco ha sbagliato strategia, sbandierando a più non posso la sua posizione anti-Acea, che alla prova dei fatti si è tradotta in un buco nell’acqua, tanto per rimanere in tema.

Diretta conseguenza di quanto sopra è l’eccessiva enfasi posta su questioni di ordinaria amministrazione che, per mancanza di altri interventi strutturali e più strategici, sono stati grossolanamente elevati a ricoprire un’importanza straordinaria. Una caratteristica della nuova giunta balzata agli occhi di tutti e, purtroppo per il Sindaco Caligiore, anche a quelli di moltissimi suoi elettori.
La pulizia di una fontana, la sistemazione di una panchina o il ripristino di alcune aiuole, sono diventati argomenti di auto-esaltazione da prima pagina di cronaca locale e continuano ad essere spacciati per interventi straordinari. L’operazione “fumo negli occhi”, o sarebbe più corretto chiamarla “fiori negli occhi”, ha avuto vita breve e il risentimento generale è ormai percepibile ogni giorno di più.
Fortunatamente, con l’esordio dello streaming durante il consiglio comunale, tantissimi cittadini hanno avuto la possibilità di vedere e sentire quello che succede dentro Palazzo Antonelli, e purtroppo non si tratta sempre di un bellissimo spettacolo: sedute interminabili e difficoltà nella gestione degli interventi per evitare di scadere nel caos generale (su questo il Presidente Marco Corsi ha ancora tanto da lavorare).
Quasi ad ogni consiglio comunale va in onda il teatrino del meno peggio, la gara tra amministrazione e opposizione per chi ha fatto le cose in maniera un po’ meno pessima dell’altro.
Qualunque sia l’argomento oggetto del dibattito il copione si ripete sempre: l’opposizione attacca la giunta sugli scarsi risultati e la giunta replica ponendosi sulla difensiva e ricordando che il centrosinistra ha fatto peggio di loro. Assistiamo quotidianamente a un gioco al ribasso secondo il quale dato che il centrosinistra ha fatto molti danni, il centrodestra può ritenersi soddisfatto se sta facendo un po’ meno danni di loro.
Se i membri del consiglio comunale abbandonassero il loro palazzo incantato e scendessero in strada, a parlare con le persone, tendendo l’orecchio alle loro proposte, siamo certi che potremmo finalmente assistere ad un piccolo cambiamento, fermo restando che esista davvero da parte di Caligiore e i suoi, la volontà di iniziarlo.

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